Un hub delle culture contemporanee

Le OGR che immaginiamo raccolgono l’eredità di un passato operoso come laboratorio di progetti che si traducevano in innovazione. Immaginiamo una piattaforma che reinterpreti gli elementi spaziali come un kit di assemblaggio a favore delle idee, capace di adattarsi alle visioni molto forti di chi con questo luogo vorrà confrontarsi. Per questa ragione, nei primi due anni di percorso le abbiamo chiamate Cantieri OGR Torino.

Le Officine Grandi Riparazioni Ferroviarie sono una delle ultime testimonianze della storia industriale di Torino.

Edificate tra il 1885 e il 1895 le OGR diventano un nodo cruciale del tessuto urbano. Dopo la parentesi di Capitale d’Italia, la città deve guardare al proprio futuro, innovarsi e cercare nuove vocazioni.
La costruzione delle Officine testimonia questo processo, in un momento in cui il Paese trova lo slancio per sviluppare una capillare rete di infrastrutture ed entrare in competizione con le altre economie europee.

A conferma di un’attitudine all’innovazione, sono le dimensioni dell’intero complesso, all’interno del quale una struttura a forma di H sorge come un’imponente cattedrale della tecnica, con navate di quasi 200 metri, collegate trasversalmente da un corpo di fabbrica più basso. Nel corpo di fabbrica a nord, come uno scrigno, si trova un elemento eccezionale denominato “Duomo”, un volume ricavato nella navata centrale di maggiore altezza rispetto alle altre tre.

Le OGR appartengono a quella zona della città detta “dei grandi servizi”. Ne facevano parte, tra gli altri, le Carceri Nuove, il Mattatoio Civico, il Mercato del Bestiame e i Casotti daziari. Oggi parte di queste strutture sono in larga misura scomparse in seguito alle trasformazioni della città e una parte delle storiche OGR sono occupate dal Politecnico e dalla sua cittadella.

Le OGR sono state attive fino agli anni ’70 del ‘900. Teatro di lavoro di migliaia di operai, artigiani di primissimo ordine, testimoni e portatori di pratiche e saperi articolati e complessi, le OGR, dismesse nei primi anni ’90, nel 2007 sono state concesse temporaneamente in comodato d’uso gratuito e restituite alla città di Torino come spazio per l’arte e la cultura e come luogo per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità di Italia nel 2011.

Oggi sono nuovamente interessate da opere di restauri che porteranno ad una inedita e totale funzionalità come centro di produzione culturale e di ricerca applicata in collaborazione con imprese, Politecnico e università. L’intervento previsto, rispettoso dei criteri di conservazione della Soprintendenza dei Beni Culturali riservato ai beni di archeologia industriale, manterrà e valorizzerà la forza del passato che un luogo come questo è ancora capace di suscitare, in armonia con il carattere sperimentale dei nuovi scenari immaginati.